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I 3 pilastri per diventare una data company

È un dato di fatto: se non fai dei dati il fondamento della tua azienda, ti ritroverai a confrontarti con un ambiente commerciale dinamico e altamente competitivo con una benda sugli occhi. Togliti la benda e sfrutta appieno le informazioni per gestire e migliorare continuamente i processi aziendali. Tutto sta in come ti preparerai al futuro data driven.

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I vantaggi dei processi data driven sono tanti: pensa ad esempio a processi operativi ottimizzati, risposte veloci alle fluttuazioni della domanda, campagne di marketing e servizi personalizzati, sistemi di produzione automatizzati e dipendenti coinvolti e supportati. Ed è possibile ottenere  vantaggi ancora maggiori, ad esempio sviluppando nuovi modelli di business as-a-service, investendo in applicazioni low-code/no-code e persino monetizzando i dati raccolti.

Per quanto eccitante possa sembrare questo futuro, è fondamentale avere un approccio misurato e attento per far sì che la trasformazione abbia successo.

Pilastro n°1: Costruire sulle giuste basi culturali

Un'azienda che mette i dati al centro delle sue attività sta facendo qualcosa di più di iniziare un progetto di implementazione o sviluppare una nuova app.

"Devi coinvolgere l'intero business perché si tratta di una trasformazione a livello di organizzazione", afferma Kristel Demotte, VP di Data Solutions in Cegeka. "Durante il processo per diventare digitalmente maturi, molte aziende scelgono di portare a bordo un Chief Data Officer - o CDO: un nuovo dirigente C-level responsabile della definizione di una strategia, di impostare correttamente gli strumenti e i sistemi relativi ai dati e di garantire che gli insight siano effettivamente utilizzati dal business per prendere decisioni, migliorare processi e prodotti, ecc.

Gestire le aspettative è una parte essenziale del diventare digitalmente maturi. "Per esempio - aggiunge il Sales Manager, Jan Kesters - le imprese spesso percepiscono il fatto di diventare data-driven come un obiettivo raggiungibile solo con l'intelligenza artificiale (AI), che è vista quasi come una sorta di mago digitale dei digitali. C'è l'erronea concezione che basti incanalare i dati verso un modello di AI e che questi poi, agitando la sua bacchetta magica, restituirà grandi risultati. Bisogna promuovere maggiore consapevolezza ma anche rimanere realistici sui risultati e sulle possibilità".

Pilastro n°2: Top down o bottom up: generare valore di business fin dall'inizio

Ma prima di preoccuparsi di dove trovare il nuovo CDO, è importante capire che non c'è nulla di simile ad un "big-bang" quando si parla di trasformazione in relazione ai dati. "L'obiettivo, infatti, non è quello di essere completamente data driven fin dal primo giorno", spiega Kristel Demotte. "Iniziare a piccoli passi ti darà l'esperienza, il buy-in, il supporto e le prove concrete di cui hai bisogno per andare fino in fondo col progetto".

L'obiettivo non è quello di essere completamente data driven fin dal primo giorno. Iniziare a piccoli passi ti darà l'esperienza, il buy-in, il supporto e le prove concrete di cui hai bisogno per andare fino in fondo col progetto

Kristel Demotte, Global VP di Data Solutions, Cegeka

"Sembra un dilemma del tipo è nato prima l'uovo o la gallina, vero?", prosegue Jan con un sorriso. "È facile lasciarsi confondere da tutti i consigli che circolano in giro. Cosa fare, sviluppare una data strategy ampia e completa? Portare a bordo un CDO domani? Assumere tutti i data scientist? Questi sono grandi investimenti che spesso sono impossibili senza aver prima raggiunto dei risultati con un primo data project."

"Ci sono due direzioni in cui può scorrere il flusso data driven. Se la dirigenza aziendale ha già deciso di essere di supporto, i C-level hanno la responsabilità di assicurarsi che i dati ricevano la giusta attenzione e che i dipendenti siano abilitati a proporre progetti sui dati. Ma se non c'è un buy-in a livello dirigenziale, è necessario dimostrare il valore di business su piccola scala, sfruttando i dati. I risparmi sui costi e le ottimizzazioni dei processi attireranno sicuramente l'attenzione, indipendentemente dalla direzione in cui scorre il flusso".

Pilastro n°3: Iniziare in piccolo pensando in grande

Iniziare in piccolo significa identificare i processi non ottimali e i colli di bottiglia che portano a ritardi, inefficienze e costi extra.

"Situazioni del genere è facile trovarle nell'ambito della produzione, dei professional services, della qualità e della sicurezza", continua Kristel. "Nel settore finanziario, invece, order to cash e procure to pay sono comunemente gli ambiti in cui è più facile iniziare con i dati. Dopo aver selezionato i casi d'uso migliori, i passi successivi sono: l'identificazione dei set di dati che hanno un impatto sui casi d'uso, l'armonizzazione dei dati, il loro utilizzo per migliorare il processo in questione - e poi la quantificazione dell'impatto in termini monetari".

Questo ci porta ad un altro luogo comune legato ai progetti sui dati: che sono costosi. "Semplicemente non è così", dice Jan. "Un approccio granulare assicura che i passi verso la trasformazione avvengano in un ordine logico che non richiede enormi investimenti iniziali. Man mano che ogni passo viene realizzato, il valore e le informazioni accumulati possono essere incanalati nel passo successivo".

6 elementi di una data strategy a prova di futuro

  1. Promuovere una cultura dei dati trasversale a tutta l'organizzazione
  2. Supporto da parte della dirigenza (CDO)
  3. Corretta preparazione dei dati con le giuste competenze tecniche
  4. Implementare la giusta tecnologia: una piattaforma dati cloud-first
  5. Definizione di un approccio aziendale/commerciale supportato dai dati che abiliti i dipendenti
  6. Identificazione di un fattore differenziante rispetto alla concorrenza in tema dati

Farlo bene con il giusto partner

Come fornitore esperto di soluzioni dati, Cegeka aiuta le aziende a definire il migliore approccio per il loro business. Costruiamo anche ogni architettura di riferimento utilizzando una metodologia step-by-step basata sulle esigenze e il livello di maturità di ogni cliente.

"Abbiamo una varietà di casi d'uso in ambito dati che posso aiutare le aziende ad identificare con quali progetti iniziare e su quali tecnologie lavorare", continua Jan. "Il nostro team ha sviluppato un approccio che assicura fattibilità e valore di business. Combiniamo tutto questo con un workshop per identificare i casi d'uso e aiutiamo a realizzare un proof of concept d'impatto, coinvolgendo e connettendo i leader aziendali, il team IT e il personale commerciale".

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