Con la Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, commi da 427 a 436), il Governo ha reintrodotto un meccanismo di maggiorazione fiscale dell’ammortamento (simile ai vecchi super e iperammortamenti) per incentivare gli investimenti in beni strumentali, tecnologie digitali e software. Questo significa che, per gli investimenti fatti tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026 (con eventuale consegna fino al 30 giugno 2027 se versato un acconto del 20%), puoi aumentare artificialmente il costo fiscale del bene e dedurre quote maggiori rispetto al valore effettivo pagato.
Il nuovo Iperammortamento 2026 conferma i beni 4.0 già noti, ma amplia in modo significativo il perimetro, soprattutto sul fronte digitale, infrastrutturale e software. Rientrano nell’agevolazione gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione digitale e tecnologica dell’impresa, installati in strutture produttive situate in Italia.
| Categoria | Esempi concreti |
|---|---|
| Beni strumentali automatizzati e interconnessi (Gruppo I) | Macchine utensili CNC/PLC, robot industriali e collaborativi, sistemi di manifattura additiva, AGV, sistemi automatizzati di movimentazione e magazzini interconnessi. |
| Impianti tecnologici e sistemi ambientali di processo | Impianti HVAC industriali, sistemi di controllo climatico e ambientale, impianti di trattamento e recupero di aria, acqua e sostanze di processo interconnessi. |
| Infrastrutture di calcolo per AI e simulazione industriale | Sistemi HPC, server GPU e workstation dedicate per intelligenza artificiale, machine learning e simulazione dei processi produttivi. |
| Sistemi di edge computing e infrastrutture digitali industriali | Edge server e gateway IoT industriali, sistemi di elaborazione dati in tempo reale, piattaforme MEC per applicazioni industriali a bassa latenza. |
| Sistemi di storage e gestione dei big data industriali | Storage enterprise ad alte prestazioni, data lake industriali e sistemi di archiviazione scalabili per grandi volumi di dati. |
| Infrastrutture di connettività e networking industriale avanzato | Reti 5G private, Wi-Fi industriale, Ethernet industriale, sistemi TSN/PTP, switch e gateway per integrazione IT-OT. |
| Sistemi di sicurezza informatica OT/IT industriale | Firewall industriali, sistemi IDS/IPS per reti OT, protezione degli endpoint industriali, soluzioni di backup e disaster recovery. |
🔴 Esclusi: PC, notebook, tablet, smartphone, stampanti e in generale i dispositivi destinati ad attività amministrative o office automation, perché non considerati funzionali alla trasformazione digitale dei processi produttivi.
| Categoria | Cosa comprende |
|---|---|
| Software e piattaforme per la digitalizzazione dei processi produttivi | ERP, software per progettazione, simulazione e gestione del prodotto e dei processi, gestione della produzione, supply chain e logistica, interoperabilità IT-OT, gestione energetica e sostenibilità, cybersecurity industriale, sviluppo applicativo e nuove interfacce uomo-macchina. |
| Intelligenza artificiale e modelli digitali | Soluzioni di AI predittiva, generativa e autonoma applicate a produzione, qualità, manutenzione e supporto alle decisioni. |
| Data analytics e business intelligence | Sistemi per analisi avanzata dei dati, big data industriali, visualizzazione, reporting e supporto decisionale. |
| Industrial Internet of Things (IIoT) | Piattaforme e soluzioni per connessione di macchine e sensori, raccolta dati in tempo reale, edge computing e integrazione con i sistemi di fabbrica. |
| Soluzioni digitali immersive e interattive | Software e servizi per realtà estesa, esperienze immersive, interattive o partecipative e ricostruzioni tridimensionali. |
| Piattaforme low-code e no-code | Strumenti per lo sviluppo rapido di applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo. |
Rispetto ai precedenti piani, l’Iperammortamento 2026 introduce una visione più ampia e meno rigida dell’interconnessione.
Per i beni materiali resta richiesta la capacità di dialogare con i sistemi aziendali, ma senza vincoli tecnici eccessivamente stringenti.
Per il software, il cambio di paradigma è ancora più evidente:
non è più necessario dimostrare un collegamento fisico con macchinari specifici
conta la funzionalità reale nei processi aziendali
Un software è agevolabile se:
è integrato nei flussi gestionali, produttivi o decisionali
abilita automazione, analisi dati, coordinamento o controllo operativo
Questo rende l’iperammortamento molto più accessibile per piattaforme digitali moderne, soluzioni AI, sistemi data-driven e architetture cloud/edge.
L’Iperammortamento 2026 introduce una maggiorazione progressiva del costo fiscalmente ammortizzabile in base all’importo dell’investimento, articolata in tre scaglioni:
| Fascia di investimento (costo) | Maggiorazione base (%) | Vantaggio fiscale stimato* |
|---|---|---|
| fino a 2,5 M€ | +180% | ~43,2% |
| da 2,5 a 10 M€ | +100% | ~24% |
| da 10 a 20 M€ | +50% | ~12% |
* I valori indicativi si basano su un’aliquota IRES del 24%.
Inoltre, per gli investimenti che comportano obiettivi di transizione ecologica (es. riduzione del 3 % nei consumi complessivi o 5 % nei processi specifici), le maggiorazioni possono aumentare ulteriormente:
+220% fino a 2,5 M€
+140% da 2,5 a 10 M€
+90% da 10 a 20 M€
Queste aliquote “green” offrono un incentivo ancora più forte per progetti che combinano digitalizzazione e sostenibilità energetica.
Un aspetto chiave dell’Iperammortamento 2026 riguarda il local content, cioè la regola che i beni materiali e immateriali devono essere prodotti o sviluppati in Stati membri UE o SEE. Per i macchinari e attrezzature, basta un certificato di origine o una dichiarazione del produttore. Per il software e i beni immateriali, invece, è necessario dimostrare che almeno il 50% del valore di sviluppo (ideazione, programmazione, test, debugging) sia stato realizzato da soggetti UE/SEE. La componente open source è esclusa dal calcolo, senza penalizzare l’agevolazione, ma richiede una documentazione chiara. Questo passaggio garantisce che l’incentivo supporti lo sviluppo locale e la produzione europea, tutelando la competitività interna e la sicurezza dei processi digitali.
Per usufruire dell’Iperammortamento 2026, devi completare tre comunicazioni obbligatorie al GSE:
Notifica preventiva: indica l’importo totale e la tipologia degli investimenti programmati.
Conferma acconto: entro 60 giorni, comunica il pagamento di almeno il 20% del valore dei beni.
Comunicazione finale: al completamento entro il 15 novembre 2028, invia l’avviso di conclusione con eventuale perizia asseverata (investimenti >300.000 €) o dichiarazione sostitutiva (investimenti inferiori).
Il GSE verificherà la documentazione, potrà richiedere integrazioni e approverà l’agevolazione. Questo sistema garantisce trasparenza e sicurezza, ma richiede un’adeguata preparazione, soprattutto quando si tratta di software complessi o investimenti significativi.
Attenzione: la piattaforma GSE per l’invio delle comunicazioni non è ancora attiva, quindi tutte le informazioni disponibili al momento sono indicative e soggette a conferma ufficiale.
Orientarsi tra incentivi fiscali e requisiti normativi può essere complesso. Cegeka ti accompagna in ogni fase del percorso, aiutandoti a individuare le soluzioni software e IT realmente agevolabili, a valutare l’impatto fiscale degli investimenti e a strutturare correttamente la documentazione necessaria. Grazie alla nostra esperienza nella trasformazione digitale e nei sistemi gestionali, supportiamo le imprese nel trasformare l’Iperammortamento 2026 in un vantaggio concreto e misurabile.
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