Con la Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, commi da 427 a 436), il Governo ha reintrodotto un meccanismo di maggiorazione fiscale dell’ammortamento (simile ai vecchi super e iperammortamenti) per incentivare gli investimenti in beni strumentali, tecnologie digitali e software per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Il decreto attuativo chiarisce inoltre che il completamento dell’investimento coincide con la data di effettuazione fiscale del bene, indipendentemente dai principi contabili adottati.
📌 Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento 2026
Il nuovo Iperammortamento 2026 conferma i beni 4.0 già noti, ma amplia in modo significativo il perimetro, soprattutto sul fronte digitale, infrastrutturale e software. Rientrano nell’agevolazione gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione digitale e tecnologica dell’impresa, installati in strutture produttive situate in Italia.
🧩 Beni agevolabili: panoramica completa (materiali e immateriali)
Beni materiali (Allegato IV)
| Categoria | Esempi concreti |
|---|---|
| Beni strumentali automatizzati e interconnessi (Gruppo I) | Macchine utensili CNC/PLC, robot industriali e collaborativi, sistemi di manifattura additiva, AGV, sistemi automatizzati di movimentazione e magazzini interconnessi. |
| Impianti tecnologici e sistemi ambientali di processo | Impianti HVAC industriali, sistemi di controllo climatico e ambientale, impianti di trattamento e recupero di aria, acqua e sostanze di processo interconnessi. |
| Infrastrutture di calcolo per AI e simulazione industriale | Sistemi HPC, server GPU e workstation dedicate per intelligenza artificiale, machine learning e simulazione dei processi produttivi. |
| Sistemi di edge computing e infrastrutture digitali industriali | Edge server e gateway IoT industriali, sistemi di elaborazione dati in tempo reale, piattaforme MEC per applicazioni industriali a bassa latenza. |
| Sistemi di storage e gestione dei big data industriali | Storage enterprise ad alte prestazioni, data lake industriali e sistemi di archiviazione scalabili per grandi volumi di dati. |
| Infrastrutture di connettività e networking industriale avanzato | Reti 5G private, Wi-Fi industriale, Ethernet industriale, sistemi TSN/PTP, switch e gateway per integrazione IT-OT. |
| Sistemi di sicurezza informatica OT/IT industriale | Firewall industriali, sistemi IDS/IPS per reti OT, protezione degli endpoint industriali, soluzioni di backup e disaster recovery. |
🔴 Esclusi: PC, notebook, tablet, smartphone, stampanti e in generale i dispositivi destinati ad attività amministrative o office automation, perché non considerati funzionali alla trasformazione digitale dei processi produttivi.
💻 Beni immateriali (Allegato V)
| Categoria | Cosa comprende |
|---|---|
| Software e piattaforme per la digitalizzazione dei processi produttivi | ERP, software per progettazione, simulazione e gestione del prodotto e dei processi, gestione della produzione, supply chain e logistica, interoperabilità IT-OT, gestione energetica e sostenibilità, cybersecurity industriale, sviluppo applicativo e nuove interfacce uomo-macchina. |
| Intelligenza artificiale e modelli digitali | Soluzioni di AI predittiva, generativa e autonoma applicate a produzione, qualità, manutenzione e supporto alle decisioni. |
| Data analytics e business intelligence | Sistemi per analisi avanzata dei dati, big data industriali, visualizzazione, reporting e supporto decisionale. |
| Industrial Internet of Things (IIoT) | Piattaforme e soluzioni per connessione di macchine e sensori, raccolta dati in tempo reale, edge computing e integrazione con i sistemi di fabbrica. |
| Soluzioni digitali immersive e interattive | Software e servizi per realtà estesa, esperienze immersive, interattive o partecipative e ricostruzioni tridimensionali. |
| Piattaforme low-code e no-code | Strumenti per lo sviluppo rapido di applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo. |
🔗 Interconnessione e valore per il software
Rispetto ai precedenti piani, l’Iperammortamento 2026 introduce una visione più ampia e meno rigida dell’interconnessione.
Per i beni materiali resta richiesta la capacità di dialogare con i sistemi aziendali, ma senza vincoli tecnici eccessivamente stringenti.
Per il software, il cambio di paradigma è ancora più evidente:
-
non è più necessario dimostrare un collegamento fisico con macchinari specifici
-
conta la funzionalità reale nei processi aziendali
Un software è agevolabile se:
-
è integrato nei flussi gestionali, produttivi o decisionali
-
abilita automazione, analisi dati, coordinamento o controllo operativo
Questo rende l’iperammortamento molto più accessibile per piattaforme digitali moderne, soluzioni AI, sistemi data-driven e architetture cloud/edge, purché il software sia acquisito come licenza capitalizzabile o sviluppato internamente.
Il decreto attuativo 2026 ha infatti escluso esplicitamente i software fruiti esclusivamente in modalità SaaS (Software as a Service) tramite canoni ricorrenti, in quanto considerati costi operativi e non immobilizzazioni ammortizzabili. Le imprese dovranno quindi valutare attentamente la struttura contrattuale e contabile degli investimenti digitali per verificare l’effettiva agevolabilità del software.
📊 Percentuali di maggiorazione e benefici fiscali
L’Iperammortamento 2026 introduce una maggiorazione progressiva del costo fiscalmente ammortizzabile in base all’importo dell’investimento, articolata in tre scaglioni:
| Fascia di investimento (costo) | Maggiorazione base (%) | Vantaggio fiscale stimato* |
|---|---|---|
| fino a 2,5 M€ | +180% | ~43,2% |
| da 2,5 a 10 M€ | +100% | ~24% |
| da 10 a 20 M€ | +50% | ~12% |
* I valori indicativi si basano su un’aliquota IRES del 24%.
Inoltre, per gli investimenti che comportano obiettivi di transizione ecologica (es. riduzione del 3 % nei consumi complessivi o 5 % nei processi specifici), le maggiorazioni possono aumentare ulteriormente:
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+220% fino a 2,5 M€
-
+140% da 2,5 a 10 M€
-
+90% da 10 a 20 M€
Queste aliquote “green” offrono un incentivo ancora più forte per progetti che combinano digitalizzazione e sostenibilità energetica.
🇪🇺 Origine dei beni e novità del decreto attuativo
Una delle principali novità introdotte nelle versioni definitive della norma riguarda la rimozione del vincolo generalizzato di origine UE/SEE per beni materiali e software. Il Decreto Legge 38/2026 ha infatti eliminato la clausola “Made in EU” inizialmente prevista nelle bozze normative.
Rimane invece un requisito specifico per i moduli fotovoltaici eventualmente inclusi negli investimenti energetici agevolati, che dovranno essere selezionati tra quelli iscritti negli appositi registri ENEA.
📝Procedura e verifiche: cinque comunicazioni obbligatorie
La procedura di accesso è gestita tramite la piattaforma informatica del GSE, disponibile nell’Area Clienti del sito del Gestore e accessibile con SPID/CIE. Il decreto prevede una sequenza di comunicazioni che accompagna l’investimento dalla fase preventiva fino al completamento.
L’impresa deve trasmettere una o più comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva interessata, indicando i dati identificativi dell’impresa e del sito, la tipologia e l’ammontare degli investimenti, la data prevista di interconnessione per i beni digitali, la data prevista di entrata in funzione per gli impianti di autoproduzione e autoconsumo e le informazioni relative all’applicazione della maggiorazione fiscale.
Anche in questa fase Cegeka supporta le aziende attraverso consulenti specializzati in agevolazioni e incentivi fiscali, affiancando le imprese nella valutazione dei requisiti, nella lettura della normativa e nella gestione del percorso necessario per accedere ai benefici previsti.
Ecco una panoramica delle comunicazioni previste:
- Comunicazione preventiva: con i dati dell’impresa, della struttura produttiva e degli investimenti programmati.
- Conferma dell’acconto: entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, occorre dimostrare il pagamento di almeno il 20% del costo di ciascun bene.
- Comunicazione di completamento: da inviare dopo l’interconnessione dei beni e comunque entro il 15 novembre 2028.
- Comunicazione annuale di monitoraggio: con rendicontazione degli investimenti effettuati e previsione di utilizzo del beneficio.
- Piano annuale di ammortamento: con dettaglio delle quote fiscali imputate nei vari esercizi.
Il decreto attuativo introduce inoltre obblighi documentali più rigorosi rispetto ai precedenti incentivi Industria 4.0. La perizia tecnica asseverata diventa infatti obbligatoria per tutti gli investimenti, indipendentemente dall’importo del bene, superando la precedente possibilità di utilizzare autocertificazioni sotto la soglia dei 300.000 euro.
La perizia deve attestare sia le caratteristiche tecniche del bene sia la sua effettiva interconnessione ai sistemi aziendali e deve essere rilasciata da professionisti o enti certificatori abilitati. A questa si aggiunge una certificazione contabile obbligatoria, rilasciata da revisori legali o società di revisione, che conferma l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili.
Il GSE potrà effettuare controlli documentali e richiedere integrazioni tecniche o contabili durante tutte le fasi della procedura. In particolare, saranno oggetto di verifica la corretta classificazione dei beni agevolati, l’effettiva interconnessione ai sistemi aziendali, la coerenza tra investimenti dichiarati e documentazione fiscale, nonché la presenza della documentazione tecnica e contabile richiesta.
Rispetto ai precedenti incentivi Industria 4.0, il nuovo iperammortamento introduce quindi una gestione amministrativa più strutturata e rigorosa, finalizzata al monitoraggio della spesa pubblica, alla verifica dell’effettiva interconnessione dei beni e alla tracciabilità tecnica e fiscale dell’intero investimento.
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