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Nell’industria alimentare, i dati sono il nuovo “nutrimento”

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I digital feedback loop rendono l’intera supply chain più intelligente

Produttori, rivenditori e coltivatori hanno tutto da guadagnare dallo uso dei dati nella supply chain – dalla terra alla tavola – e dalla condivisione reciproca dei dati: tutti gli attori interessati ne traggono vantaggio. Anche i consumatori chiedono sempre più spesso una maggiore trasparenza sull'origine, l'autenticità e l'impronta CO2 dei prodotti sugli scaffali.

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Sbloccare i dati della filiera alimentare per tutti i partner coinvolti e per il cliente: è questo il vero vantaggio strategico in tempi di sfiducia da parte dei consumatori nei confronti dell’industria alimentare. Ed è un processo già in atto: i produttori più lungimiranti stanno già estraendo e condividendo i dati lungo l'intera catena. Lo fanno impostando quelli che chiamiamo "digital feedback loop".

In questo articolo spiegheremo brevemente cosa sono i digital feedback loop e faremo alcuni esempi. Dimostreremo che i feedback loop consentono a tutte le parti coinvolte nella supply chain di migliorare continuamente le operazioni. In altre parole: i digital feedback loop hanno la capacità di creare un effetto di apprendimento nella supply chain, a vantaggio di tutti

Digital feedback loop: flussi di dati continui in tutte le direzioni

Abbiamo già parlato del tema dei digital feedback loop in altri articoli. Riassumendo, ruota tutto attorno a una visione sulla trasformazione digitale in cui i dati sono la chiave di tutto. Per essere in grado di girare quella chiave, le aziende hanno bisogno di una piattaforma che:

  1. Crei una versione unica e centralizzata della verità ...
  2.  ... in tutti i sistemi e strumenti, interni ed esterni, on-premise o nel cloud
  3.  Sia in grado di individuare degli schemi all’interno di quei flussi di dati ...
  4.  ... così che la supply chain diventi sempre più intelligente e tutti ne traggano vantaggio

I digital feedback loop consentono ai produttori di ottenere un riscontro direttamente dal consumatore. Possono aiutare gli agricoltori ad avere raccolti migliori con meno insetticidi o fertilizzanti. Si assicurano che i rivenditori non finiscano le scorte, né perdano denaro a causa dell'eccesso di scorte. Permettono ai produttori di migliorare notevolmente la pianificazione della produzione. E così via.

Digital feedback loop: esempi di vita reale

  1. Diamo un'occhiata ai digital feedback loop tra fornitore e rivenditore.
    • Scambio di dati sull'inventario (Vendor Management Inventory): Grazie al VMI, i fornitori hanno una visione dell'inventario dei rivenditori: vedono quante scorte vengono estratte, in modo da poterle reintegrare automaticamente e prevedere le vendite in modo più accurato. L'idea alla base di VMI è che i rivenditori non devono preoccuparsi dell’esaurimento delle scorte o di un sovrapprovvigionamento: si occupa di tutto il fornitore
    • Lo scambio di dati sulle vendite sta portando il Vendor Managed Inventory ad un livello superiore. Il VMI mostra che le scorte sono state prelevate dal magazzino ma non dice quanto di quello stock è stato venduto. Né in quali quantità, quando e dove, né durante che tipo di condizioni meteorologiche. Questi dati di vendita possono anche essere combinati con altri dati, come ad esempio gli eventi sportivi (si consideri ad esempio il calendario dei mondiali di calcio). Combinazioni di dati come queste aiutano i produttori a scoprire modelli significativi, quindi a fare previsioni più accurate, a migliorare la pianificazione della produzione e così via.
  2. Ecco alcuni esempi di feedback loop tra produttori e coltivatori:
    • I coltivatori possono registrare dati importanti direttamente sul campo e condividerli con il produttore. Così quest'ultimo può prevedere meglio la qualità e il prodotto che riceverà, ottimizzando così la propria supply chain. I coltivatori possono inoltre condividere i dati relativi alla protezione delle colture sia con i consumatori che con i produttori.
    • I produttori hanno a disposizione il volume dei dati: possono raccogliere e analizzare i dati da più coltivatori per quanto riguarda la crescita delle colture, la protezione, la qualità, ecc. Possono quindi condividere le informazioni con i coltivatori, aiutandoli così a massimizzare la qualità e la produzione. Un vero e proprio vantaggio per tutti.
  3. Infine, alcuni esempi di feedback loop tra produttore e consumatore:
    • I consumatori chiedono sempre più spesso informazioni sui prodotti sugli scaffali: da dove provengono, come e da chi vengono lavorati, quanto sono realmente sani, qual è la loro impronta ecologica ecc. I consumatori vogliono autenticità, non marketing e fumo negli occhi. Le aziende più lungimiranti lavorano già in questa direzione utilizzando la tecnologia Smart Label.
    • I produttori sono alla ricerca di nuovi modi per raccogliere feedback dai consumatori. Una possibilità è tramite un'app che consente al consumatore di scansionare prima una Smart Label - in modo che il produttore sappia di quale lotto si tratta - e poi inviare i feedback. Con questi dati, i produttori possono quindi modificare i prodotti per soddisfare meglio le esigenze dei consumatori.

Conclusione: l'idea alla base dei digital feedback loop è che tutti nella supply chain – consumatore incluso – diventino più smart. Ecco perché parliamo di "supply chain autoeducativa" o di dati intelligenti.

La creazione di una supply chain intelligente richiede una piattaforma sufficientemente potente e flessibile da supportare i digital feedback loop. Microsoft Dynamics 365 for Food è la piattaforma ideale.

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