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I 4 fattori che impatteranno sull’adozione del cloud nei prossimi anni

La transizione di un ERP dalla sua versione on-premise a quella cloud non è un semplice upgrade tecnico che si risolve in una settimana. È fondamentale pensare all’adozione del cloud in azienda con un approccio strategico.

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"Sarà essenziale per i CIO sviluppare una strategia formale che aiuti ad inserire le singole decisioni sul cloud nel contesto degli obiettivi strategici dell'impresa" afferma Gregor Petri, Vice President Analyst di Gartner.

E sempre Gartner prevede che la presenza di competenze nel cloud interne all’azienda sarà un indicatore chiave dell'agilità delle imprese e prevede anche che alcuni fattori avranno un impatto sull'adozione del cloud nei prossimi anni e sui passi che le organizzazioni potranno compiere per essere competitive in un mondo “cloud-first”.

Fattore 1 - Ottimizzazione dei costi

Le applicazioni legacy aziendali richiederanno una reingegnerizzazione per diventare più efficienti dal punto di vista dei costi. I fornitori di servizi cloud continueranno a rafforzare le loro capacità di ottimizzazione native per aiutare le organizzazioni a scegliere l'architettura più conveniente in grado di fornire le prestazioni richieste. Gli studi si concentreranno su analisi in grado di massimizzare i risparmi senza compromettere le prestazioni.

Fattore 2 - Multicloud

L’Osservatorio “Cloud Transformation” del Politecnico di Milano ha mostrato come nell’anno 2019 l’abbandono del single cloud è una realtà per il 68% delle organizzazioni censite dall’indagine, che affermano di ricorrere a più di un cloud provider.

Le strategie multicloud ridurranno la dipendenza delle organizzazioni dai fornitori per due terzi delle aziende fino al 2024. Tuttavia, ciò avverrà in modi diversi in base alla portabilità delle applicazioni in essere e cioè in base alla capacità di migrare un'applicazione su piattaforma cloud ed in base alla capacità delle aziende di gestire logiche e tool di orchestrazione multicloud, cioè di utilizzare strumenti evoluti di multicloud management.

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Fattore 3 - Competenze cloud certificate

Fino al 2022, l'insufficienza di competenze nel cloud ritarderà di due o più anni le migrazioni di metà
dei reparti IT aziendali verso il cloud. Questo sta creando un mercato in cui i fornitori di servizi non sono in grado di formare e certificare le persone abbastanza rapidamente da soddisfare la domanda che richiede professionisti del cloud qualificati.

Cegeka, in controtendenza rispetto al trend attuale, ha scelto di consolidare le proprie competenze cloud interne per aiutare le aziende ad avere una visione chiara del panorama cloud e definire la strategia che meglio si adatta alle specifiche esigenze delle singole realtà, garantendo un passaggio graduale e su misura.

Le organizzazioni dovranno considerare come queste tendenze influenzeranno la loro adozione del cloud e i piani di migrazione per gli anni a venire, adottando ora misure per preparare la loro infrastruttura IT e il loro futuro ERP nel cloud

Fattore 4 - Coud distribuito

Entro il 2023, in un’ottica di condivisione delle risorse e di decentralizzazione della “nuvola”, i principali cloud provider avranno una presenza distribuita e capillare sul territorio attraverso una logica di “sottostazioni”. Il cloud provider attiverà una collaborazione con terze parti per rendere i loro servizi più vicini agli utenti che devono accedervi.

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Questa tendenza continuerà con l'aumento della granularità delle regioni coperte da questi fornitori di servizi cloud. I "micro data center" saranno situati in aree in cui si concentra un elevato numero di utenti, mentre i punti di servizio cloud "pop-up" supporteranno esigenze temporanee come eventi sportivi, concerti, grandi convention.

Le apparecchiature che supportano un sottoinsieme appropriato di servizi cloud pubblici saranno ospitate in luoghi sufficientemente vicini al punto di necessità per supportare i requisiti di bassa latenza delle applicazioni che li utilizzano. Ciò consentirà alle applicazioni con tali requisiti di funzionare direttamente dai servizi nativi dei fornitori di servizi cloud senza dover costruire nuove infrastrutture. Un esempio tipico è quello delle implementazioni di Fabbrica Digitale o Smart Manufacturing che spesso si ritrovano a dover risolvere problemi di latenza e mancanza di banda per gestire l’IoT (Internet Of Things) non risolvibili attraverso il modello cloud convenzionale.

Tramite il cloud distribuito quindi si riduce la mole di dati da inviare nel cloud, elaborarando i dati sensibili alla latenza e inviandoli ad un cloud intermedio localizzato in prossimità della fabbrica; i dati meno sensibili alla latenza e che invece necessitano di grande potenza di calcolo quali le analisi dei Big Data possono invece essere trasmessi all’infrastruttura cloud classica.

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